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Sulle aspettative dei lettori...

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Mad Men è stata una serie che ho apprezzato molto. Ne vidi le prime due stagioni quando vivevo ancora da solo, poi quando iniziò la convivenza con la mia compagna, rividi insieme a lei le prime due stagioni e andammo avanti insieme fino alla fine. Al termine di ogni episodio facevamo congetture. Sarebbe successo questo. Oppure sarebbe stato bello se fosse successo quest'altro. Non ci azzeccavamo quasi mai. Fino a quando non ci venne il sospetto che forse proprio quello era l'intento degli autori. Creare una aspettativa al solo scopo di disattenderla. Sapevano esattamente cosa si aspettava il pubblico, per cui loro - semplicemente - non glielo davano. In questo modo era sempre impossibile prevedere la svolta successiva, proprio perché questa veniva pianificata dagli sceneggiatori per esclusione. Ma nessuno episodio era mai deludente. Volete vedere una bella serie? Guardate Mad Men.

Questa abilità narrativa rendeva la serie appassionante ma anche vicina, per certi aspetti, alla…

Storie d'altri tempi [Barbara - 2]

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In questa rubrica, più o meno ogni giovedì, apparirà una storia NON scritta da me. Si tratta di storie che sono state postate sul mio ormai scomparso "blog collettivo" tra il 2004 e il 2014, storie scritte da voi, storie spesso davvero interessanti. 
L'immagine che illustra la storia è quella che ha ispirato l'autrice, e all'epoca qualche buon lettore si incaricò di trovarla, scansionarla e mandarmela. Una storia di: Barbara postata il 30 giugno 2004
Vacanze in Istria. 


C’è un mito che mi ha da sempre affascinata. Quello della bella donzella offerta in sacrificio al mostro. I precedenti sono illustri; per esempio, nella mitologia, Andromeda, incatenata a una roccia e liberata da Perseo. Nell’Orlando Furioso troviamo addirittura due esempi: Angelica e Olimpia, ambedue legate in riva al mare e offerte in pasto al mostro marino. Poi c’è anche la bella ragazza del cinema offerta in sacrificio allo scimmione King Kong e via dicendo, gli esempi sono innumerevoli. 
Avevo già…

Katie - Making of ep. 23

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Stavolta niente lunghe spiegazioni, solo un video. Un time lapse del disegno dell'episodio 23, dallo schizzo iniziale all'immagine finite.

Vera

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Anche il personaggio di Vera Cain trae ispirazione da "Le iene di Lamont", ed ho voluto mantenere inalterato il nome proprio per segnalare in modo esplicito la copiatura. E poi il nome mi piaceva davvero, soprattutto per il modo in cui suona in italiano, tanto per il contrasto con una persona così ambigua e insincera, quanto per quell'assonanza con il nome del primo fraticida delle Scritture. Un nome perfetto, insomma.

La mia versione di Vera, oltre al nome, ha in comune con il modello originale il fatto di essere ricorsa all'inganno e ad altre maniere poco trasparenti per entrare in possesso del considerevole patrimonio della famiglia Evans, almeno fino a quando Katie non avrà raggiunto la maggiore età. Vera non è direttamente coinvolta nel rapimento della giovane figliastra, ma visto che Katie ha avuto, dal punto di vista di Vera, il buon gusto di farsi rapire, Vera non intende lasciarsi scappare l'incredibile colpo di fortuna che le è capitato.

Apro una paren…

Storie d'altri tempi [Fulvio]

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In questa rubrica, più o meno ogni giovedì, apparirà una storia NON scritta da me. Si tratta di storie che sono state postate sul mio ormai scomparso "blog collettivo" tra il 2004 e il 2014, storie scritte da voi, storie spesso davvero interessanti.

Le immagini usate per illustrare le storie sono prese da internet, ed in quanto tali giudicate di pubblico dominio. In caso di contrarietà da parte degli autori, saranno rimosse.



Una storia di: Fulvio postata il 23 settembre 2013 La studentessa e il professore

Il professore in pensione amante del bondage di tanti racconti fa ( La Gelataia e il Professore – settembre 2012) si era offerto come bibliotecario volontario e tre volte a settimana di mattina prendeva il treno per Torino per andare a prestare servizio; non gli pesava alzarsi presto e gli piaceva viaggiare in treno, insieme a tanti giovani studenti.  Tra di loro aveva notato lei, che chiamava il folletto, perché indossava solo stivaletti bassi, o flosci sulla caviglia, ricamati…

Katie - Making of del episodio 8

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Un altro caso di cambiamento di idea, nello specifico particolarmente tardivo, è avvenuto al capitolo 8. 
Inizialmente quel capitolo era illustrato da questo disegno: 


Non vedevo l'ora di disegnare Katie con l'intero volto scoperto e con indosso solo la sua camicia. Me la figuravo con la gonna tenuta su con garbo, mentre immergeva i piedini in un torrente, oppure accovacciata vicino ad un ruscello a bagnarsi il petto con molta pudicizia (sarebbe stata pur sempre in presenza di uomini); a volte è così, ti invaghisci di una immagine e poi ci costruisci attorno una storia. 




Poi la storia prende la sua strada, e quel punto ti adatti. 
Tutta la storia si basava su Katie che, in una mattina di tranquillità, chiedeva a Tiny di potersi lavare nel "piccolo ruscello". Katie faceva per la prima volta la smorfiosa, per convincere il ragazzo a concederle un poco di tregua. Il pezzo era in gran parte dialogato. Tra i due giovani nasceva una certa confidenza, non proprio una simpa…

Storie d'altri tempi [Barbara]

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Oggi mi sento in vena di inaugurare una nuova rubrica, chiamiamola così. Cercherò di essere puntuale pubblicando una storia ogni giovedì, ma ora come ora non so se ci riuscirò. Ci toccherà scoprirlo insieme. Prima di tutto, comunque, è necessario un breve preambolo, siate pazienti.

Alcuni anni fa aprii una pagina internet dedicata alle storie dei miei lettori. Era una sorta di blog collettivo, un esperimento. Ogni utente poteva scrivere la propria storia a tema bondage, raccontando quel che voleva, che si trattasse di un ricordo lontano o una esperienza recente, o anche solo di una fantasia. L'unico limite era un certo buon gusto (detesto questo definizione, ma passatemela). La pagina ebbe un certo successo, devo dire, e negli anni in cui è rimasta aperta (quasi un decennio) ho raccolto una quantità impressionante di racconti. Alcuni erano di livello davvero alto, almeno a mio parere. Per molto tempo ho tenuto il backup di quella pagina ben conservato sull'hard disk, in attes…

Katie - Making of dell'episodio 5

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Nello scrivere le storie di Katie ho sempre cercato di procedere in linea retta, evitando di tornare indietro e di modificare gli eventi anche quando mi avrebbe fatto comodo. Infatti conosco per grandi linee lo svolgimento dell'intera trama, ma nel dettaglio tendo a procedere per improvvisazioni. Questo comporta, a volte, la voglia di tornare indietro e risistemare le cose per semplificarmi la vita, ma è una cosa che evito di fare il più possibile, limitandomi a ripartire dal punto in cui sono arrivato. La mia opinione è che risolvere un eventuale intoppo narrativo travisando fatti già narrati, sia un po' come barare. Del resto si presume che i lettori seguano le tue storie a mano a mano che le pubblichi, e anche nel migliore dei casi costoro non tornano indietro per vedere se è cambiato qualcosa. Con questo non voglio dire che non abbia mai rimesso mano alle storie, quello lo faccio di continuo, ma in genere si tratta di aggiustamenti linguistici, ripuliture, piccole messe a …

Katie

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Lo ammetto, sto solo guadagnando tempo in attesa di mettere a punto i prossimi sviluppi della storia (sono ad un momento delicato). Nel frattempo, ci tenevo tanto a mostrare la bella  Katherine Juliette Evans in uno dei suoi ultimi momenti di spensieratezza, prima dell'inizio delle sue disavventure. Per una volta possiamo vederla senza bavaglio, senza corde, senza polvere addosso e con la mente lontana mille miglia dal destino che l'attende appena dietro l'angolo.

La camicia che indossa Katie in questa immagine è un piccolo omaggio all'ottimo amico Ettone, che in un suo post ha parlato bene di me. Grazie!


Emma

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Il personaggio di Emma nasce grazie agli spunti forniti dai miei visitatori su DeviantArt, e dalla loro idea di inserire nella storia un personaggio femminile in veste di "dominatrice". Pare, infatti, che per alcuni l'effetto erotico del bondage, in una storia, si accentui quando sia una donna a legare un'altra donna. Nulla in contrario a riguardo, anche se personalmente non sono così esigente. Mi basta infatti che eventualmente l'uomo (se possibile) non compaia dell'immagine. Comunque l'idea intrigava anche me proprio in virtù di questo mio, diciamo, limite. Raccontare una storia mantenendo l'inquadratura stretta sulla sola figura di Katie stava diventando limitativo, e una nuova ragazza mi avrebbe consentito un poco di elasticità in più, un po' di varietà.

Concepii Emma l'estate scorsa, ad agosto, mentre cercavo un modo per far uscire Katie dalla situazione della miniera. Pensai a due vagabondi basandomi su una scena assolutamente marginale…

Uno spot

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Incontrare una fanciulla legata, in uno spot, è sempre una piacevole sorpresa. Specialmente quando c'è l'ironia ad alleggerire i toni. Lo so, questo spot di Zalando non è recente, ma prima non avevo un blog in cui poter esprimere il mio apprezzamento.

Katie, nascita e sviluppo (3)

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Come ho già detto, quando ho iniziato a scrivere Katie avevo introdotto quattro pistoleri,  ma in breve mi ero dovuto rendere conto che erano troppi. Non volevo barare tornando sui miei passi e riducendo il numero di costoro. Ormai erano quattro, sarebbero rimasti quattro. In qualche modo li avrei adoperati, anche se il fardello era ingombrante.

Io non ho nulla in contrario al personaggio maschile nella storia; semmai mi secca inserirlo nell'illustrazione. Sono di quelli che, in una immagine bondage o in un fumetto, ma anche in un filmato, preferiscono non trovarvi la presenza maschile, né in forma attiva né (meno che mai!) in quella passiva. Nelle storie in prosa è diverso, in quei casi posso immaginare un uomo nella parte di chi lega. L'importante è che non si veda nell'immagine. In alcuni sviluppi poi scartati, Tiny finiva legato a sua volta, ma poi mi dicevo che non era ciò che io avrei voluto leggere. Per i lettori di storie bondage di impronta etero è un po' come…

Katie, nascita e sviluppo (2)

Se un racconto western è fatto di pochi ingredienti, un racconto bondage ne ha ancora meno. Anche se avevo finito per appassionarmi al genere letterario western dopo aver mandato giù un bel po' di letteratura western, dal Elmore Leonard a Cormac McCarthy, da Loius L'amour a Gordon Shirreffs senza trascurare il nostrano Emilio Salgari, avevo finito per concludere che il selvaggio west non sarebbe mai pienamente entrato nelle vicende della mia Katie, limitandosi a fornire una cornice abbozzata e semplificata alle disavventure della nostra eroina.

Gli appassionati del genere bondage sono più interessati a sapere come sia stato confezionato un bavaglio, e quanto inutili siano i tentativi di liberarsi dai legacci. A noi nerd del bondage piace leggere di corde strette sul corpo che affondano nella carne, di ore trascorse in vincoli in attesa di qualcosa; ci piace anche pensare che alla nostra eroina la situazione dispiaccia, ma solo fino ad un certo punto. Si tratta di presupposti c…